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Archive for October, 2007

Nuovo album per Adriano Celentano

Tuesday, October 23rd, 2007
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A tre anni dal suo ultimo disco di inediti (intitolato “C’è sempre un motivo”), Adriano Celentano torna con un nuovo album.
“Dormi amore - la situazione non è buona” sarà pubblicato il prossimo 23 novembre verrà anticipato dal singolo “Hai bucato la mia vita” (scritto da Gianni Bella e Mogol) disponibile in download gratuito solo il primo novembre per i lettori del Corriere della Sera.
Ma le novità per Celentano potrebbero non finire qui: secondo alcune voci, l’artista starebbe valutando la possibilità di condurre un nuovo programma televisivo trasmettendo direttamente dallo studio di registrazione che si trova nella sua casa di Galbiate

Radiohead, il ‘prezzo libero’ non frena il p2p pirata di ‘In rainbows’

Tuesday, October 23rd, 2007

Neppure la rivoluzionaria “offerta libera” introdotta dai Radiohead, a quanto pare, è sufficiente ad arginare il fenomeno del p2p gratuito. Nonostante l’enormità dei download effettuati dal sito dei Radiohead, 1,2 milioni secondo le cifre circolate a mezzo stampa, sul Web sarebbero già state scambiate più di mezzo milione di copie “pirata” di “In rainbows”: le previsioni, dunque, sono di un sorpasso a tempi brevi dei download legali. “Il fatto”, ha spiegato a Forbes Eric Garland della società Big Champagne (specializzata in monitoraggi e rilevazioni sul Web), “è che tanta gente non sa dell’esistenza del sito dei Radiohead. Al contrario conosce il suo accesso BitTorrent di fiducia e lo usa ogni giorno. Per il pubblico è semplicemente più facile procurarsi la versione illegale del disco che quella legale”.
Ciò nonostante, l’operazione dei Radiohead può considerarsi un successo non solo mediatico ma anche commerciale: al prezzo medio di 2,50 dollari ad album (meno della metà dei 5-8 dollari che sarebbero stati finora pagati in media dai fan), la band incasserebbe oltre 3 milioni di dollari, molto più di quanto le avrebbe garantito un contratto tradizionale con una major discografica.

Yoko Ono regala al Darfur le royalties

Tuesday, October 23rd, 2007

Yoko Ono ha deciso di donare al Darfur le royalties che le sarebbero state assegnate per le vendite del nuovo album “Make some noise”. Il CD, una compilation con cover del suo ex marito John Lennon eseguite da vari grandi artisti, per Yoko deve diventare un’arma per non far passare in secondo piano i problemi della martoriata regione africana. “Quella dell’Iraq è una tragedia terribile, ma la crisi del Darfur dovrebbe suscitare lo stesso interesse”, ha riferito la Ono. “Ecco perché ho deciso di regalare tutte le royalties dall’album ‘Make some noise’ ad Amnesty International, il quale le userà essenzialmente per trovare finanziamenti per il Darfur”.
In un’altra intervista la veterana artista dalle origini giapponesi (Tokyo, febbraio 1933) ha curiosamente associato la figura di Lennon a quella di un prete. “Quando ero sui vent’anni volevo essere una scrittrice e volevo sposare un prete. In un certo senso questa cosa si è avverata, lo spirito di John era simile a quello di un prete”.

Le canzoni dei Led Zeppelin in vendita online dal prossimo novembre

Monday, October 15th, 2007

Dal prossimo 13 novembre l’intero catalogo musicale dei Led Zeppelin sarà messo in vendita presso ogni negozio di musica digitale. “Siamo lieti di annunciare che il catalogo dei Led Zeppelin sarà presto disponibile anche anche in formato digitale”, ha dichiarato Jimmy Page attraverso un comunicato ufficiale. “Ciò permetterà ai fan di avere la nostra musica nel formato da loro preferito”.
In concomitanza con l’accordo per la vendita sugli store di musica digitale, la band inglese ha chiuso un accordo anche con la Verizon Wireless che permetterà il download di brani e suonerie.Come precedentemente annunciato i Led Zeppelin torneranno a suonare insieme a quasi trent’anni di distanza dal loro scioglimento, in un grande concerto che si terrà il prossimo 26 novembre

Johnny Hallyday: ‘Bono mi ha scritto un blues’

Monday, October 15th, 2007

E’ sempre stato un uomo d’azione, Jean-Philippe Smet in arte Johnny Hallyday. Molti fatti, poche parole. Poco da stupirsi, allora, se si fatica a strappargli di bocca qualcosa di più di qualche frase generica e di circostanza. Parlare non è il suo mestiere. Cantare, invece, sì: ha l’età dei Beatles e dei Rolling Stones, ha vissuto in tempo reale l’ascesa di Elvis sognando di emularlo, ha avuto la sua parte di amour fou e di balordaggini, di figli e matrimoni (quello con Sylvie Vartan, nel 1965, in Francia diventò un caso nazionale: come Carlo e Diana in Inghilterra). Ha distrutto auto sportive e tentato un suicidio, ha recitato per Godard e Chirac lo ha medagliato con una Legion d’Onore. Ma lui niente, non si ferma mai, e sul palco è ancora un leone ruggente. Prova ne sono le date del suo “Flashback tour” registrate in un caldissimo Palais des Sports parigino il 14 e 15 giugno 2006 e ora documentate da un Dvd/doppio Cd che è anche il motivo di questa sua visita lampo in Italia: due ore e mezza di megashow (dimezzate a un’ora e un quarto per il compact disc) che tengono fede al titolo celebrando gli anni gloriosi del rock&roll e del beat (“Le pénitencier” è la sua versione in francese di “The house of the rising sun”) e i grandi hit di ieri e di oggi (“Que je t’aime” e una strappalacrime “Mon plus beau Noël”, dedicata al piccolo bimbo vietnamita adottato qualche anno fa), tra un omaggio a Brel (“La quête”) e una strizzata d’occhio all’Italia, con “Derrière l’amour” firmata Toto Cutugno- Pallavicini e un rock inedito, “La loi du silence”, che apposta per noi diventa, in studio, “Parole al silenzio”. Da queste parti, però, lo si vede molto di rado… “Non ditelo a me” risponde il baldo Johnny, ciuffo intatto, fisico integro, pizzetto e giaccone di pelle d’ordinanza. “Era la mia casa discografica precedente che non faceva promozione. Con Warner spero che le cose vadano meglio”. Alla sua ex etichetta, Universal, ha fatto anche causa cercando di farsi restituire la proprietà delle registrazioni accumulate in oltre quarant’anni di carriera (vedi News). I giudici gli hanno detto di no, ma lui taglia corto: “Che ci posso fare? La legge ha deciso così, ma io non mi fermo. Incido nuove canzoni e vado avanti per la mia strada”. Richiesto di un parere sullo stato della musica francese si nasconde dietro un enigmatico no comment, limitandosi a dire che “non basta essere bravi, bisogna anche trovare una propria identità”. Al contrario è prodigo di complimenti per l’Italia (“mi piace cantare nella vostra lingua, ogni volta mi riprometto di migliorare la mia pronuncia”) e per le nostre star: “Adoro Zucchero, per me lui è un vero bluesman”. Il blues, a proposito, è un’altra delle sue grandi passioni, oggi celebrata da un disco inciso negli Stati Uniti e di imminente pubblicazione in Francia. “Non pensate però al blues tradizionale, quello degli anni ’40. Anche se qui ci sono chitarre, armoniche e dobro e mi ispiro a Clapton e a Taj Mahal, ho voluto renderlo attuale”. Vanta amicizie importanti, il Nostro, non solo Sarkozy di cui si conferma fervente ammiratore: e così alla scrittura di un pezzo appropriatamente intitolato “I am the blues” ha provveduto Bono in persona, “incontrato una sera dopo un mio concerto a Montecarlo. Abbiamo cominciato a parlare, abbiamo bevuto parecchio e mi ha promesso che mi avrebbe fatto avere qualcosa: tre giorni dopo il testo della canzone era pronto. E’ l’unico pezzo in inglese del disco”.
Col physique du rôle che si ritrova, ovvio che il cinema continui a cercarlo: il suo prossimo film è “La pantera rosa 2”, con l’amico Jean Reno. “In vita mia ne ho girati più o meno 48. Che differenza c’è con la musica? Come diceva Jean Gabin, quando stai su un set devi assicurarti di avere accanto una sedia, perché ci sono tanti tempi morti. E poi il cinema è un lavoro di squadra mentre sul palco sono da solo a reggere il gioco. Comunque recitare mi ha insegnato a trasmettere meglio le emozioni di una canzone, mi ha migliorato come performer. E cantare dal vivo mi è sempre piaciuto molto di più che fare dischi in studio: per questo nella mia discografica ci sono tutti quei live”.
Che ricordo ha di Jimi Hendrix, che nel ’66 suonò in tour con lui e di cui nel “Flashback tour” ha ripreso “Hey Joe”? “Un ragazzo gentilissimo, come raramente se ne trovano. Diventammo amici, lui mi veniva a trovare a Parigi e a Londra io ero suo ospite. Quando si trasferì in America lo perdetti di vista, poi sapete purtroppo com’è andata a finire”. Con chi gli piacerebbe collaborare, oggi? “Con Elton John”. Il segreto del suo successo? “Cerco di fare bella musica e begli spettacoli. Per questo la gente ritorna a vedermi”. Si considera ancora un ribelle o piuttosto un monumento vivente? “Per carità! Quelle sono le immagini che ti costruiscono addosso i media. A volte sono in forma, altre volte ho mal di testa, sono una persona come le altre”. Ha qualche rimpianto? “No, nessuno. Guardo sempre al futuro e alle cose che ho ancora da fare”. E siccome dietro gli occhi di ghiaccio e lo sguardo da duro si nasconde un cuore tenero, scusatelo ma è di fretta perché deve tornare a Parigi: non può mancare a una serata di beneficenza organizzata dalla moglie Laëticia per l’Unicef e con il contributo delle maggiori firme della moda. Anche lui farà la sua parte, mettendo all’asta uno scooter firmato Johnny Hallyday, rocker immortale di Francia.

Bono di nuovo accusato: perché vuole distruggere zona storica di Dublino

Sunday, October 14th, 2007

Bono è nuovamente sotto il fuoco di alcune associazioni irlandesi per il cosiddetto “affaire Clarence”. L’albergo Clarence di Dublino, come si sa, vede tra i proprietari Bono e The Edge. Ma l’hotel è in perdita e gli artisti ritengono che ciò abbia direttamente a che fare con il numero delle camere, ritenuto esiguo; espandendo il numero, i conti non dovrebbero più essere in rosso. Solo che, per espandere il numero delle camere, occorre anche espandere l’albergo. I piani sono grandiosi. Le stanze dovrebbero passare dalle attuali 49 a 140; ci saranno una palestra, una piscina ed uno “sky catcher”, cioè una cupola di vetro sistemata in cima alla struttura. E si teme che il tutto diventi una sorta di ecomostro, non tanto per lo sky catcher quanto perché per allargare la struttura occorrerà spianare tutto ciò che il Clarence ha attorno, e cioè quattro belle case d’epoca georgiana più due altri edifici antichi. Il più battagliero tra coloro i quali si oppongono ai piani è Michael Smith, ex presidente dell’associazione An Taisce. Smith si batte strenuamente affinché tutto rimanga come ora è ed ha spedito una nuova lettera al consiglio comunale dublinese. Nella missiva il combattivo ambientalista afferma che non bisogna dar carta bianca a Bono perché il suo progetto snaturerebbe l’anima dell’area. Inoltre i due edifici antichi sono “listed”, ed in Irlanda gli edifici “listed” possono essere demoliti solamente per “circostanze eccezionali”; Bono e The Edge finora non sono stati in grado di dimostrare che tali circostanze sussistano. Pertanto Smith chiede che la domanda d’ampliamento del Clarence venga respinta.

Mark Knopfler in Italia

Sunday, October 14th, 2007

Mark Knopfler, seppur sganciato dal marchio vincente dei Dire Straits da quattordici anni, e seppur lontano dalle mode ma anche dai trend più popolari, continua ad avere successo. Il suo nuovo album, “Kill to get crimson”, con Vespe rosse (come la sua moto) in copertina, è arrivato –secondo quanto riporta il suo website ufficiale- al numero 2 in Italia, Norvegia e Germania, al 3 in Svizzera, al 4 in Olanda più un corollario di altri posizionamenti importanti. L’album è il suo quinto solista non legato ad una colonna sonora. Transitato a Milano per una chiacchierata con una quindicina di giornalisti, Knopfler ha parlato del CD ed anche di altro. Quando Rockol gli snocciola i dati delle classifiche forniti dal suo sito, il chitarrista e cantante pare piuttosto sorpreso. Solo più avanti si capirà che Mark è un uomo di musica, soltanto di musica, totalmente avulso dai calcoli, dall’autocompiacimento e dagli aspetti più frivoli dello showbiz. “Non sapevo neanche dei buoni piazzamenti”, dice, “ma ovviamente ne sono molto contento. Ad ogni artista piace avere un’audience. Non seguo le classifiche, ma ne sono felice. E’ fantastico, per uno vecchio come me”. Si parla poi a ruota libera. “Penso che alla gente piacciano ancora le canzoni, e le storie, e le chitarre. Io farei le stesse cose anche se nessuno comprasse i miei dischi. E magari quel giorno arriverà!”, afferma. Quindi si sente totalmente libero di fare qualsiasi cosa gli passi per la testa? Sì. Dice: “E’ tutto iniziato col primo album dei Dire Straits. Tutto quel successo ha fatto sì che nessuno mi ha più detto cosa fare. O meglio: ci hanno provato, ma non ci sono riusciti. Ho fatto i miei errori, ho sperimentato, ma devo dire d’aver avuto fortuna: ho sempre fatto quello che volevo”. Uomo lontano dalle logiche di mercato, si diceva. Mark: “Non capisco il music-biz. Faccio finta. Non seguo molto ciò che succede. C’è la musica e c’è il business della musica: sono due cose diverse. Io di business non ci capisco niente. Vado dal mio commercialista, lui parla, io faccio ‘sì’ con la testa ma non capisco una parola. Mi piacciono gli errori, anche nella musica; a volte ho le idee chiare, a volte ho bisogno di input. Poi nel comporre non ho regole, non ho una formula. Ogni disco è una sfida. Non sarei in grado di scriverci sopra un libro”.
Che dire di questo CD? “Vi ho messo dentro elementi di quando ero ragazzo. La chitarra suonata col plettro, il folk, la fisarmonica, il violino. Queste influenze però non sono un esercizio di nostalgia, il tutto è collegato all’oggi”, afferma. La domanda sarà banale, scontata, ma si deve porre. Inutile specificare di quale si tratti. E infatti basta un accenno e lui capisce al volo. “Se mi domandano di mettere di nuovo assieme i Dire Straits? Hah: continuamente. Lo farei solo per scopi benefici. Mi piacerebbe fare dei concerti a fin di bene, però ci vorrebbero due anni per pianificare bene tutto. E sarebbero due anni da togliere dal mio tempo”. Traduzione: nisba. Verso la fine una confessione che, per uno che come lui mastica soundtrack, suona quasi incredibile. “Non credo di saper fare molto bene le colonne sonore. Non credo d’essere particolarmente qualificato. Sono bravo con le melodie, ma il resto, mah. Non so se sono all’altezza. Sono più bravo a fare canzonette”. Dopo aver parlato della sua ammirazione per Ennio Morricone, Knopfler riferisce di aspetti più “leggeri” della sua vita; ama molto, ad esempio, le moto, specialmente quelle italiane e va tutti i giorni in giro su una dueruote. E poi ama molto anche l’Italia. Non sembra la classica sparata della rockstar di turno, quello che va in Belgio e dice “ah, come amo il Belgio”, poi il giorno dopo è in Portogallo e dice ai giornalisti “mi piace tanto il Portogallo”. Mark pare apprezzare sinceramente lo Stivale. “Ogni tanto vengo in Italia, lo faccio come semplice visitatore. Che buon cibo, che buon vino”, afferma. “Ai miei amici gliela meno sempre con tutti i miei discorsi sull’Italia”.
Mark Knopfler si esibirà dal vivo in Italia il 15 aprile a Milano, il 16 a Mantova ed il 17 a Bolzano; poi tornerà in giugno, il 6 a Roma, il 7 a Pesaro e l’8 a Villa Manin di Codroipo (UD).

Forse gli Oasis come i Radiohead, album solo in download

Sunday, October 14th, 2007

Lo scompiglio creato dalla mossa dei Radiohead sta scuotendo la discografia britannica. Dopo la band di Thom Yorke, subito seguita dai Charlatans, forse –inaspettatamente- ci sarà un terzo nome ad unirsi all’elenco dei gruppi che intendono pubblicare esclusivamente per download, saltando così quasi completamente il passaggio attraverso le label. Si tratta degli Oasis. La bomba è stata fatta deflagrare dal “Daily Telegraph”, quotidiano britannico abbastanza tradizionalista e poco incline agli scoop. Il giornale, una volta d’area conservatrice ma ora senza una collocazione politica specifica, afferma che Noel Gallagher e soci, attualmente non sotto contratto, stanno esaminando la possibilità di pubblicare il loro prossimo disco di studio solamente come download e quindi saltando il tradizionale supporto “fisico”. E, per la probabile costernazione dei discografici, anche Jay Kay, il leader dei Jamiroquai, si starebbe incamminando su questa strada.

Ozzy Osbourne vende tutto

Wednesday, October 10th, 2007

Ozzy Osbourne ha deciso di vendere gran parte delle cose che possiede. Anzi, l’ha deciso Sharon e Ozzy come al solito deve adattarsi. La moglie del rocker, considerando che la coppia è in fase di trasloco e che tutti i figli se ne sono ormai andati da casa, vuole sbarazzarsi di molti articoli contenuti nelle tre abitazioni che possiede; via la roba dalla casa di Malibu, via quella dalla villona nel Buckinghamshire britannico (dove il principe delle tenebre si ribaltò col quad), e via pure quella nell’edificio “gotico” di Beverly Hills. “E’ ora di scaricare un po’ di cose”, ha detto Sharon ad una agenzia di stampa internazionale. “Ne abbiamo in sovrabbondanza. Jack e Kelly se ne sono andati”. Ma nell’intervista si è intrufolato Ozzy, che ha detto: “Non capisco perché vogliamo vendere tutto. Io voglio tenermi tutto”. Sharon, trattando il marito come un cucciolo, ha ripreso il filo del discorso e ha detto: “Il povero Ozzy si attacca molto alle cose, non gli piacciono i cambiamenti. Vendiamo al Gibson Guitar Showrooms di Beverly Hills il 30 novembre e il 1° dicembre”. Una parte dell’incasso sarà devoluta da Sharon ad una fondazione che si occupa della lotta al tumore al colon.

Gli organizzatori del concerto dei Led Zeppelin dichiarano guerra ai bagarini

Wednesday, October 10th, 2007

Molti biglietti per il concerto che i Led Zeppelin terranno a Greenwich sono in vendita su e-Bay, ad un prezzo dieci volte maggiore dell’originale.
Gli organizzatori dello show, che si terrà il 26 novembre, hanno reso noto che verranno prese per questo motivo alcune precauzioni antibagarinaggio: la grande richiesta da parte del pubblico per poter assistere al concerto ha costretto lo staff a sorteggiare i pochi fortunati ai quali verrà concesso l’ingresso.
Per evitare che i tagliandi vengano rivenduti, l’entrata sarà concessa solamente a coloro la cui password (rivelata alla vendita) coinciderà con il nome a cui è intestata la carta di credito che ha pagato il biglietto.