Bono di nuovo accusato: perché vuole distruggere zona storica di Dublino

Bono è nuovamente sotto il fuoco di alcune associazioni irlandesi per il cosiddetto “affaire Clarence”. L’albergo Clarence di Dublino, come si sa, vede tra i proprietari Bono e The Edge. Ma l’hotel è in perdita e gli artisti ritengono che ciò abbia direttamente a che fare con il numero delle camere, ritenuto esiguo; espandendo il numero, i conti non dovrebbero più essere in rosso. Solo che, per espandere il numero delle camere, occorre anche espandere l’albergo. I piani sono grandiosi. Le stanze dovrebbero passare dalle attuali 49 a 140; ci saranno una palestra, una piscina ed uno “sky catcher”, cioè una cupola di vetro sistemata in cima alla struttura. E si teme che il tutto diventi una sorta di ecomostro, non tanto per lo sky catcher quanto perché per allargare la struttura occorrerà spianare tutto ciò che il Clarence ha attorno, e cioè quattro belle case d’epoca georgiana più due altri edifici antichi. Il più battagliero tra coloro i quali si oppongono ai piani è Michael Smith, ex presidente dell’associazione An Taisce. Smith si batte strenuamente affinché tutto rimanga come ora è ed ha spedito una nuova lettera al consiglio comunale dublinese. Nella missiva il combattivo ambientalista afferma che non bisogna dar carta bianca a Bono perché il suo progetto snaturerebbe l’anima dell’area. Inoltre i due edifici antichi sono “listed”, ed in Irlanda gli edifici “listed” possono essere demoliti solamente per “circostanze eccezionali”; Bono e The Edge finora non sono stati in grado di dimostrare che tali circostanze sussistano. Pertanto Smith chiede che la domanda d’ampliamento del Clarence venga respinta.
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