Esclusiva Rockol: Dublino, ecco le nuove canzoni dei R.E.M.
I R.E.M. tornano al rock. La notizia era nell’aria, ma la conferma arriva da Dublino, dove nel weekend la band americana ha tenuto le prime due serate dei “live rehearsal”, prove pubbliche dal vivo delle canzoni che andranno a comporre il nuovo disco. Rockol vi ha assistito, e ve le racconta in esclusiva.
La band ha concluso da poco la prima fase di registrazione dell’album che seguirà “Around the sun” (2004), ultimo disco di studio e parte del trittico di album dopo l’uscita dalla band di Bill Berry, tutti contraddistinti da atmosfere prevalentemene intime e maliconiche. Sotto la guida del nuovo produttore Jacknife Lee, la band si è trasferita a Dublino. Il programma prevedeva 5 serate all’Olympia Theatre in cui portare di fronte ad un pubblico di fan e amici i nuovi brani. “Non è tanto la vostra reazione alle nuove canzoni che ci interessa”, ha spiegato Michael Stipe al pubblico, “Ma la nostra reazione a suonarle di fronte a qualcuno. Grazie per la pazienza”.
“This is not a show”: la scritta campeggia sul fondale del palco dell’Olympia, un piccolo e delizioso teatro tutto decorato, con una platea con posti in piedi stile club e una doppia galleria e palchetti con sedie in stile più tradizionale. “Non è un concerto tradizionale”, ci tiene a precisare la band, ma è comunque uno spettacolo: Stipe, Buck e Mills si presentano aiutati dal batterista Bill Rieflin e dal chitarrista Scott McCaughey mostrando da subito la ritrovata dimensione elettrica della band. Ogni sera attaccano con la nuova “Living well’s the best revenge”, un brano veloce che ricorda gli esordi della band, in cui a farla da padrone è la chitarra di Buck amalgamata con la voce di Stipe. Il cantante legge i testi da fogli stampati o dal suo computer portatile, spesso guardando poco la platea durante le canzoni, ma chiaccherando parecchio tra un brano e l’altro, per rimarcare la vena quasi confidenziale dell’evento: i biglietti sono stati venduti in buona parte al fan club e agli amici del gruppo, giunti da mezzo mondo per l’occasione. Ogni serata finiscono in scaletta 11 brani nuovi, più sette-otto brani vecchi. Le canzoni nuove sono quasi tutte veloci ed elettriche, solo in un paio di occasioni salta fuori una chitarra acustica, come per “Houston” e per “Until the day is done” (il cui titolo Stipe dice essere incosciamente copiato da una canzone dei Coldplay). Tra i brani nuovi colpiscono “Mr. Richards”, mid-tempo con cambi di tempo, e “Accellerate”, più veloce. Le altre canzoni nuove si intitolano -almeno cosi erano segnate sulla setlist della prima serata- “On the fly” (lento elettrico in cui Buck per la prima volta in anni rispolvera la chitarra a 12 corde), “Men size wreath”, “Disguise”, “Horse to water”, “Staring down”, cui si aggiunge la conclusiva “I’m gonna DJ”, già suonata nel tour precedente.
I brani vecchi, invece, sono prevalentemente pescati dal primissimo repertorio della band, addirittura da “Chronic town”, il primo ep del gruppo, da cui sbucano “1.000.000” la prima sera e “Wolves (lower)” la seconda. Così come spiccano, nel corso della prima data, “Second guessing” e “Little America”, da “Reckoning” e “Sitting still” (da “Murmurs”) e “Disturbance at the Heron house” (da “Document”) la seconda. Pochi i brani recenti, e un solo paio di “hit”, come “Drive” ed “Electrolite”. Una scelta significativa, quella dei brani vecchi, che con il loro piglio veloce si vanno ad accompagnare idealmente al suono di quelli nuovi.
Buck e Mills appaiono in grande forma: il primo salta tutto il tempo, il secondo si dedica prevalentemente al basso (sul palco è presente un piano, che viene usato solo in un paio di occasioni). In generale la band sembra avere ritrovato una compattezza di suono che negli ultimi tempi si era un po’ persa. Atmosfera più tesa la prima serata, zeppa di ospiti VIP (Bono e The Edge sono seduti in un palchetto ma non si presentano all’aftershow, a cui invece presenzia la band al completo e in cui imperversano discografici e amici venuti da mezzo mondo): più rilassata la seconda, anche con qualche errore nell’esecuzione dei brani. “Ci stiamo ancora lavorando”, precisa Stipe in diverse occasioni. Quando un fan gli chiede quando uscira il disco, lui risponde “Non lo so, non l’abbiamo neanche finito”. E’ probabile che parte di questi concerti (le prossime serate sono previste per martedì, mercoledì e giovedì) vengano usate in qualche modo, visto che diversi cartelli avvertivano i partecipanti delle riprese in corso, ed è altrettanto probabile che entro l’autunno il disco sia comunque pubblicato. Per chi vuole ascoltare qualche registrazione amatoriale delle nuove canzoni, dei video sono presenti su www.remdublin.com, blog messo in Rete nei giorni scorsi dall’entourage della band
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