Radiohead, il ‘prezzo libero’ non frena il p2p pirata di ‘In rainbows’

Neppure la rivoluzionaria “offerta libera” introdotta dai Radiohead, a quanto pare, è sufficiente ad arginare il fenomeno del p2p gratuito. Nonostante l’enormità dei download effettuati dal sito dei Radiohead, 1,2 milioni secondo le cifre circolate a mezzo stampa, sul Web sarebbero già state scambiate più di mezzo milione di copie “pirata” di “In rainbows”: le previsioni, dunque, sono di un sorpasso a tempi brevi dei download legali. “Il fatto”, ha spiegato a Forbes Eric Garland della società Big Champagne (specializzata in monitoraggi e rilevazioni sul Web), “è che tanta gente non sa dell’esistenza del sito dei Radiohead. Al contrario conosce il suo accesso BitTorrent di fiducia e lo usa ogni giorno. Per il pubblico è semplicemente più facile procurarsi la versione illegale del disco che quella legale”.
Ciò nonostante, l’operazione dei Radiohead può considerarsi un successo non solo mediatico ma anche commerciale: al prezzo medio di 2,50 dollari ad album (meno della metà dei 5-8 dollari che sarebbero stati finora pagati in media dai fan), la band incasserebbe oltre 3 milioni di dollari, molto più di quanto le avrebbe garantito un contratto tradizionale con una major discografica.
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