GameCon: Apre a Napoli il salone del gioco e del videogioco
Saturday, December 9th, 2006La location è quella della Mostra d’Oltremare. L’evento è il GameCon, il primo salone del gioco e del videogioco, in svolgimento a Napoli da oggi al 10 dicembre. Tre giorni per trasformare la città partenopea nella capitale del divertimento, promette l’organizzazione. E le premesse ci sono tutte, alla luce di un programma ricco di eventi e di incontri. Marco Accordi Rickards, giornalista specializzato, è uno dei responsabili di questo evento italiano…
Dai giochi da tavolo alle console di ultima generazione: GameCon vuole tentare un approccio al gioco a 360°.
GameCon vuole dare al gioco e al videogioco spazi propri, perché la dimensione ludica merita la stessa considerazione attribuita al settore hi-tech o a quello dei fumetti e dell’animazione. Basta essere sempre l’appendice di qualcos’altro! Allo stesso tempo, il gioco tradizionale e il videogioco devono andare a braccetto, perché sono espressione di una stessa realtà e si contaminano reciprocamente. Ecco perché a GameCon avremo tornei di videogiochi dell’ultima generazione a fianco a iniziative legate agli scacchi, al Risiko e ai giochi di ruolo. L’augurio è che si entri interessati a qualcosa ma si esca con un orizzonte ludico più ampio.
Programma alla mano, non si preannuncia un evento per soli under-18. Gioco e videogioco non sono più riservati ai soli ragazzi.
Lo sono mai stati? Io credo di no. Il problema è che molti vedono il gioco e il videogioco come qualcosa di intrinsecamente infantile, il passatempo di un attimo e nulla più. In parte credo sia colpa del termine stesso. Quando diciamo “videogioco”, infatti, ci riferiamo ormai a qualcosa di più, a un mezzo di espressione artistica del pensiero, in grado di veicolare messaggi, emozioni, idee. Incontri quali “Dottor Games e Mr. Movie” dimostreranno una volta di più la maturità del medium videoludico, che ha trent’anni di storia alle spalle ed è ormai parte integrante dell’immaginario collettivo. Speriamo che eventi come GameCon determinino il rapido aumento dei conscious gamer, cioè quei giocatori consapevoli di ciò che realmente è il videogioco.
Per quanto riguarda i videogiochi, è previsto anche uno spazio per il retrogaming (i videogiochi di vecchia generazione) e un dibattito sulla violenza nei videogame. L’idea è quella di non fermarsi ai soli fenomeni “di moda”?
Sì, l’intento è questo, anche se paradossalmente la moda di oggi è proprio attaccare il videogioco, criminalizzandolo. A parte questo, comunque, ritengo sia fondamentale sforzarsi di fare un passo oltre la semplice partita. Credo sia molto bello, tra un torneo di calcio elettronico e una partita all’ultimo strategico, poter dedicare qualche minuto alla scoperta della storia dei videogiochi. Conoscere meglio e più a fondo i giochi significa anche viverli in modo più pieno e, di conseguenza, divertirsi di più!
Qualche settimana fa si sono tenuti i World Cyber Games di Monza, oggi parte il primo GameCon a Napoli. Credi che l’industria dell’intrattenimento elettronico stia prendendo piede in Italia?
Più che altro lo spero. Il cammino non è affatto facile, ma sono iniziative come queste che possono mettere in modo gli ingranaggi giusti. GameCon è un progetto che guarda lontano. Se tutto andrà come speriamo, saprà convogliare tante diverse energie positive nella giusta direzione. Non dovremmo mai dimenticare, tra l’altro, che l’industria dei videogiochi significa anche occupazione. Come giustamente ha cercato di far notare Andrea Persegati, Presidente dell’AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana), quando si attacca in modo sconsiderato e barbaro il videogioco nella sua totalità, si rischia di danneggiare un settore importante settore produttivo dell’economia italiana.
In occasione dello “scandalo Rule of Rose” hai scritto una lettera aperta al direttore di Panorama. No alla caccia alle streghe, dicevi. GameCon, in questo senso, vuole mostrare il lato buono del gioco e del videogioco?
Mi dispiace molto che Panorama abbia deciso di non rispondere, né privatamente né pubblicamente alla mia lettera, e altrettanto mi rincresce che né Guido Castellano né altri abbiano potuto accettare il nostro invito a discutere la questione della violenza nei videogiochi nell’incontro “Arancia Elettronica” che si terrà sabato nella sede di GameCon. Peccato. Sarebbe stata l’occasione giusta per un confronto civile e intelligente su un argomento troppo spesso affrontato con leggerezza e poca cognizione di causa. A GameCon non seppelliremo nessuna bambina, anzi: mostreremo che con il gioco e il videogioco ci si può divertire a tutte le età, si può riflettere e (pensa un po’!) persino imparare.
