Archive for the 'tv digitale' Category
Apple TV è ora in consegna
Thursday, March 22nd, 2007->

Guardare film acquistati su Internet, trailer, serie televisive, musica, podcast e fotografie sul grande schermo della TV con Apple TV, ora in vendita
Apple ha iniziato la commercializzazione di Apple TV, un modo divertente e facile da utilizzare per riprodurre tutti i propri contenuti preferiti di iTunes trasferendoli in modalità wireless dal proprio Mac o PC al più ampio schermo della propria TV, inclusi film, serie televisive, musica, foto e podcast. Utilizzando la nuova incredibile interfaccia di Apple TV, chiunque puo’ velocemente sfogliare e vedere la propria intera collezione di contenuti digitali stando seduto dall’altra parte della stanza, utilizzando il semplice e intuitivo telecomando Apple Remote. Apple TV si connette facilmente a quasi tutti i moderni televisori widescreen.
“Apple TV è come un DVD player dell’era Internet - fornisce un modo facile e divertente per riprodurre i vostri contenuti digitali di iTunes dal vostro PC o Mac alla vostra TV widescreen,” ha affermato Philip Schiller, senior vice president Worldwide Product Marketing di Apple. “Apple TV permette di riprodurre in modalità wireless i contenuti che avete sul vostro PC o Mac utilizzando le esistenti reti WiFi così come la più recente e veloce versione del WiFi, la 802.11n.”
La perfetta integrazione di Apple TV e iTunes permette agli utenti di scegliere fra oltre 400 filmati e 350 serie televisive in qualità quasi da DVD; oltre quattro milioni di canzoni, 5.000 video musicali, 100.000 podcast e 20.000 audiolibri presenti su iTunes Store. Gli utenti possono anche godersi i trailer dei propri film preferiti sullo schermo della propria TV widescreen; possono ascoltare la propria musica preferita su un sistema di home entertainment e vedere lo slideshow dei propri album fotografici in una risoluzione ad alta definizione. Apple TV rende semplice per gli utenti la consultazione di tutta la propria collezione digitale grazie ad una nuova interfaccia, facile da utilizzare e intuitiva. Con il telecomando Apple Remote, gli utenti possono facilmente navigare fra i propri film, serie televisive, musica e foto preferiti anche da una distanza di oltre 9 metri.
Apple TV ha un hard disk da 40 GB per salvare fino a 50 ore di video, 9.000 canzoni, 25.000 foto o una combinazione di questi contenuti ed è in grado di fornire un output in alta definizione a 720p. Apple TV si connette facilmente ad una vasta gamma di TV widescreen e sistemi home theater e viene fornita come standard con HDMI, video component, porte audio analogiche e ottiche. Utilizzando le funzionalità di rete wireless ad alta velocità AirPort 802.11, Apple TV è in grado di auto sincronizzare il contenuto da un computer o mandare in streaming i contenuti da cinque ulteriori computer direttamente sulla vostra TV senza alcun cavo.
Apple TV, che include il telecomando Apple Remote, sarà disponibile a partire da questa settimana attraverso l’Apple Store i retail store Apple e i rivenditori autorizzati Apple ad un prezzo Apple Store di 299 euro, iva inclusa.
Nokia e Sony Pictures portano il grande schermo sul cellulare
Thursday, March 15th, 2007 Sony Pictures e SterKinekor Home Entertainment hanno annunciato la data di rilascio per il primo film su mobile phone compatibile con la memory card
La miniSD da 512MB, con all’interno il film “Il codice Da Vinci”, verrà regalata per un periodo di tempo limitato, a tutti i clienti Nokia serieN quando passeranno a Nokia N80 multimedia computer, il valore di questa memory è di a circa 32 euro.
Sony Pictures e Nokia hanno usato Mobiclip ™, codec video di Actimagine, per realizzare il video. Mobiclip offre una qualità video DVD (24 fotogrammi al secondo full screen) e permette di utilizzare tutti i comandi video (play, stop, pausa…ecc) trasformando il vostro cellulare in un vero e proprio centro multimediale.
Viacom denuncia Google e chiede 1 miliardo di dollari
Wednesday, March 14th, 2007Sta facendo rapidamente il giro del mondo la denuncia del colosso dell’intrattenimento Viacom scagliata contro YouTube: il portale di videosharing di Google, secondo l’azienda, è colpevole di aver consentito la pubblicazione di almeno 165mila clip video che appartengono a Viacom, visti più di 1,5 miliardi di volte, spezzoni di materiale coperto da diritto d’autore per il quale ora Viacom chiede un miliardo di dollari di risarcimento.
“YouTube - sostiene Viacom nella denuncia - è una organizzazione commerciale di primo piano che ha costruito un business sfruttando la passione dei fan di opere creative di terzi per arricchire se stessa e la società che la controlla, Google. Il loro modello di business, basato sulle visite sul sito e la vendita di pubblicità su contenuti proposti senza autorizzazione, è chiaramente illegale ed è in palese conflitto con le leggi che proteggono il diritto d’autore”.
Non usa mezzi termini Viacom che, gelosa dei propri contenuti, che presto distribuirà in rete su una piattaforma proprietaria, aveva già ottenuto di recente da YouTube la rimozione di 100mila video. Ma non è abbastanza: secondo Viacom è inaccettabile che YouTube “giri” a chi detiene i diritti l’onere di individuare i video che violano quei diritti. L’azienda non sembra peraltro considerare la promozione dei propri contenuti che deriva dalla loro ripubblicazione su un sito che è animato da una comunità eterogenea di utenti.
“La strategia di YouTube - insiste Viacom - è stata quella di non prendere provvedimenti per reprimere le violazioni sul sito, così da generare traffico in misura significativa e profitti per sé, spostando l’intero onere - e gli elevati costi - del monitoraggio di YouTube sulle vittime delle sue violazioni. Un comportamento che stride con le azioni di altri distributori importanti, che hanno riconosciuto equamente il valore dei contenuti di intrattenimento e hanno stretto accordi per rendere i contenuti disponibili in modo legale ai propri clienti nel mondo”. Sebbene non siano indicati quali siano questi distributori, è lecito pensare ad iniziative come Napster o Apple iTunes, o la neonata tv P2P di Joost, con cui Viacom ha tra l’altro già firmato un primo accordo di licenza.
“Non c’è dubbio - prosegue Viacom - che YouTube e Google stiano continuando a trarre profitto dal nostro lavoro senza permesso e distruggendo il valore enorme di questo processo creativo. Un valore che legittimamente appartiene agli autori, ai registi e ai creativi che lo hanno creato e ad aziende come Viacom che hanno investito per rendere possibile questa innovazione e questa creatività“. L’accusa è ad alzo zero: “Dopo una lunga serie di negoziati mai proficui, e sforzi per risolvere compiuti da noi stessi e da altri detentori di diritti, YouTube persiste nel suo modello di business illegale. Quindi, dobbiamo rivolgerci ai tribunali per impedire che Google e YouTube continuino a rubare agli artisti e per ottenere una compensazione dei danni imponenti che hanno causato”.
La denuncia di Viacom scatena un polverone sull’intero settore dei video online: come concordano in queste ore tutti gli analisti, la denuncia, indipendentemente dall’esito che avrà, è già destinata a raffreddare gli entusiasmi di molti nuovi soggetti del video sharing e costringerà molti di loro a bloccare i lavori. Non solo: qualora Viacom l’avesse vinta si aprirebbero nuovi scenari, con portali e servizi dedicati dotati di sofisticate tecnologie di controllo, e se ne chiuderebbero di altri, come l’attuale “libertà” per gli utenti di fruire, manipolare e riproporre i contenuti che credono su YouTube e da lì, attraverso i meccanismi di sharing, su un numero incalcolabile di siti e blog.
Google, peraltro, risponde pacatamente e attraverso un portavoce fa sapere: “Non abbiamo ricevuto (ancora, ndr.) la denuncia ma riteniamo che YouTube abbia rispettato i diritti dei detentori di copyright e siamo certi che i magistrati saranno d’accordo. YouTube è un grande mezzo per gli utenti ed offre vere opportunità per chi detiene i diritti: quella di interagire con gli utenti, di promuovere i propri contenuti presso una audience giovane e sempre crescente, di sfruttare il mercato della pubblicità online”. “Di certo - conclude il portavoce - non permetteremo che questa denuncia possa distrarci dal continuare a far crescere YouTube e a far crescere il suo appeal per gli utenti, il suo traffico e la sua comunità“.
PuntoInformatico
Youtube tutti da noi anche BBC
Monday, March 5th, 2007 YouTube e BBC Worldwide (la divisione commerciale della broadcasting company britannica) hanno annunciato un accordo destinato a rilanciare forse definitivamente l’immagine dell’investimento compiuto da Google nel 2006. La nuova partnership prevede la creazione di una serie di canali a marchio BBC sulla piattaforma YouTube.
Al momento si parla di tre canali: uno dedicato alle popolari serie TV (Life on Mars, Doctor Who). Un secondo, BBC Worldwide, sul quale verranno presentate diverse produzioni BBC tra le quali spiccano senz’altro i documentari di David Attenborough. Infine un terzo canale, la cui programmazione comprenderà circa 30 clip al giorno tratte dalle news in onda su BBC World (il canale commerciale internazionale della BBC). Non sono esclusi ulteriori sviluppi futuri. Due di questi canali prevedono inoltre di includere pubblicità fornita attraverso il noto sistema AdSense di Google.
Resteranno invariate le funzionalità offerte da YouTube: gli utenti potranno votare, commentare o segnalare ai propri amici i video che ritengono interessanti. Si potranno anche inserire le proprie risposte video per comunicare con BBC e gli altri spettatori: in perfetto stile Web 2.0.
Commenti entusiasti sono stati rilasciati da Mark Thompson, direttore generale di BBC e da Eric Schmidt, CEO e Presidente di Google: entrambi sottolineano quanto questo accordo segni un passo nella direzione del pubblico, orientando l’offerta verso i suoi gusti e le sue preferenze. Chad Hurley, CEO e Fondatore di YouTube, fa sapere che questa operazione permetterà ad un nuova fascia di pubblico di conoscere la produzione BBC.
Un accordo del genere serve a YouTube, ora più che mai: dopo un iniziale interessamento, Viacom aveva infatti stretto un accordo commerciale con Joost e intimato a YouTube di rimuovere migliaia di filmati dal proprio archivio. Saltato anche l’accordo con CBS, YouTube è a caccia di nuovi content provider e da AFP fa sapere di essere a buon punto: sarebbero un migliaio le partnership già attivate, sebbene la stragrande maggioranza con fornitori di contenuti oggi poco noti al grande pubblico.
Qualcosa si muove anche in Italia: da pochi giorni è possibile trovare numerosi video offerti da Sky Italia direttamente su Google Video. Inoltre, il celebre e quotatissimo Chelsea (una delle squadre di calcio più ricche e forti al Mondo) ha da poco avviato la diffusione di un proprio canale monotematico direttamente sulle pagine di YouTube. Questi accordi si aggiungono a quelli raggiunti con NBA, Sundance Festival, l’agenzia di modelle Ford, Hollywood Records e, come accennato, altri partner grandi e piccoli.
YouTube sta quindi cambiando pelle, affiancando al tradizionale archivio di video amatoriali che ne hanno fatto la fortuna un nuovo meccanismo di diffusione di materiale prodotto da professionisti. Si tratta di un business innovativo, che dovrebbe permettere di raggiungere un pubblico molto più vasto ed eterogeneo di quello della normale TV, ed aumentare i margini di guadagno anche per le aziende più piccole. Sono queste ultime infatti a mostrare il maggiore interesse per i servizi offerti, mentre la natura degli accordi con i partner più importanti appare ancora come un esperimento per valutare la portata del successo o del fallimento dell’operazione.
Ad un mese dalle dichiarazioni di Arthur Sulzberger, editore del New York Times, che spostano l’interesse principale del quotidiano dalla carta stampata al Web, anche BBC ha compiuto un altro passo verso i nuovi media. Il futuro secondo gli analisti sta tutto nella IPTV e nella WebTV, destinate a crescere più velocemente nei prossimi anni della pay TV classica e di qualsiasi altra forma di broadcasting: la possibilità di fornire VoD (Video on Demand) rispettando i desideri e le preferenze dell’utenza, garantiscono a questi nuovi meccanismi la freschezza e la flessibilità che le TV tradizionali hanno perso, lasciando al pubblico la possibilità di scegliere tra l’alta qualità a pagamento o la bassa qualità gratuita. (PuntoInformatico)