HSDPA

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HSDPA è l’acronimo di High Speed Downlink Packet Access, ovvero una tecnologia superiore alla attuale UMTS che permette di ampliare la larghezza di banda nelle attuali reti raggiungendo velocità massima di 5.4 Mbit/s.
Nella cronistoria delle tecnologie e dei relativi acronimi, l’HSDPA può essere considerato l’ultimo anello di una catena costituita dalla tecnologia GSM (2G), EDGE (2,5G), UMTS (3G) e infine HSDPA (3,5G). Si può considerare quindi l’HSDPA come una evoluzione, in termini di sola velocità, al pari della proposta EDGE.
Con tali prestazioni, oltre ai servizi già presenti di Videochiamata, si potranno ottenere delle velocità di navigazione pari a quella oggi disponibile solo attraverso collegamenti fissi ADSL, ovvvero superiori ai 2Mbit/s teorici dell’UMTS.

L’attuale stato dell’arte (Agosto 2005) indica una prima sperimentazione con velocità pari a 1,8Mbit/s (sia in download che upload), lontana dai limiti teorici massimi di 18Mbit/s.
Nel panorama italiano di fine 2005 l’HSDPA è attualmente solo in fase di sperimentazione presso i quattro operatori TIM, Vodafone, Wind e H3g proprietari di licenza UMTS. Ufficialmente esistono solo alcuni costruttori che hanno reso disponibili apparati commerciali di ricezione e di rete (Ericcson e Siemens).

Fra gli obiettivi futuri rientra rimediare ad alcuni difetti attuali: l’aumento della velocità di invio dei dati, della copertura e l’abbattimento dei tempi di latenza che restano ancora alti.
Secondo Motorola, fra le più impegnate nella sperimentazione, quando il servizio avrà diffusione massima, le velocità si riduranno a oscillare fra 500 Kbit/sec. e 1.5 megabit, molto al di sotto delle velocità teoriche.

Ad inizio 2006 il gestore italiano H3G ha gia lanciato la propria offerta commerciale relativa al HSDPA. L’unicaa città interamente coperta e pronta al lancio risulta essere Roma. Entro pochi mesi le principali città italiane verranno coperte.
Il gestore Vodafone ha avviato il servizio HSDPA (denominato “Super UMTS” a giugno del 2006). Anche TIM da fine 2005 sta sperimentando in campo l’HSDPA e si prepara al lancio commerciale.

Articolo tratto da Punto Informatico

Dovrebbe arrivare entro la fine del 2005 un nuovo standard in grado di superare le prestazioni dell’attuale UMTS. Già, il marketing degli operatori lo sbandiera come la grande novità del momento ma, dal punto di vista tecnologico, l’UMTS è già storia passata. Qualcuno chiama il nuovo standard super UMTS, ma Sony-Ericcson preferisce chiamarlo HSDPA (High Speed Downlink Packet Access). In una presentazione tenuta a Roma nei giorni scorsi è stato indicato addirittura come concorrente dell’ADSL.
In realtà il super UMTS nonostante le sue caratteristiche non è destinato, almeno all’inizio, all’utenza di massa: si rivolgerà infatti soprattutto alla clientela business, che potrà dapprima acquistare le data-card da inserire nel Pc portatile nella doppia versione HSDPA-Wi-Fi. Poi, dopo qualche mese, potrà usufruire dei cellulari-modem, che permetteranno di effettuare telefonate e contemporaneamente di dividere la banda a disposizione per connettersi ad Internet o ad un server aziendale.

La novità di questo standard sarà il passaggio da una velocità di 384 Kbps dell’attuale UMTS ai 3 Mbps, la stessa raggiunta da alcune delle ADSL disponibili in Italia; in realtà l’HSDPA potrebbe raggiungere una velocità di 10 Mbps in ricezione, la stessa di Fastweb per i collegamenti residenziali in fibra ottica (con l’unica variante legata al fatto che Fastweb offre la stessa velocità anche in fase di trasmissione).

Inoltre gli esperti si dicono certi che grazie ad Hsdpa si supereranno i limiti tecnici dell’UMTS legati allo streaming video: non ci si dovrà più accontentare di video a bassa risoluzione ma si entrerà probabilmente nella fase in cui guardare la televisione dallo schermo del cellulare sarà come guardarla dallo schermo tradizionale, proprio grazie all’alta risoluzione offerta dal nuovo standard. Tutto questo, naturalmente, se ci si accontenta delle limitate dimensioni del display.

Ma tutto ciò avverrà senza modificare gli impianti esistenti perché, stando alle promesse, basterà aggiornare le infrastrutture attuali per usufruire della nuova tecnologia, considerata un’evoluzione naturale dell’UMTS. L’HDSPA si candida quindi a nodo centrale nella crescente convergenza tra Internet, cellulari, banda larga e TV.


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